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Destino o libero arbitrio? Chi conta di più? – Seconda parte

Destino o libero arbitrio? Nella prima parte abbiamo visto sostanzialmente come, in base alle attuali conoscenze scientifiche, si può dedurre come ipotesi probabile, che il destino esista insieme al libero arbitrio.

Destino e libero arbitrio, fratelli coltelli o protagonisti indispensabili nel paesaggio della nostra vita?

 

Il destino è scritto o ce lo creiamo noi? Pensi di avere davvero una scelta? In un sito che si chiama “predire il futuro” bisogna per forza affrontare argomenti come questo e altri correlati come la validità scientifica dell’astrologia o la sincronicità per dare ai lettori elementi approfonditi di riflessione e scelta.

<<Il destino non è qualcosa proiettato nel futuro, ma un insieme di eventi che sono già accaduti>>
(Krishna – Bhagavad Gītā)

 

In questo post farò riferimento al libro “Perché mi capita?” dello psicanalista Francesco Albanese.

I nostri pensieri modificano quello che l’autore definisce “il campo quantico”. Il destino è una serie di avvenimenti già accaduti, considerato che, per la fisica quantistica, il tempo non esiste. A quanto sembra le intuizioni antiche fanno scopa con le scoperte moderne. Tuttavia esistono infiniti destini attraverso i quali noi ci muoviamo o potenzialmente possiamo muoverci.

Destino o libero arbitrio sono quindi scelte che facciamo tra infinte possibilità che emergono in un “campo quantico” probabilistico. Gli eventi prima di materializzarsi esisterebbero solo in forma probabilistica racchiusi in infinite possibilità.

Un concetto simile lo avevo già studiato nel libro: “Sincronicità. Capire e utilizzare le coincidenze significative”

Ma come scegliamo noi quale strada seguire? Basta la nostra volontà e ferma determinazione? Il “pensiero positivo” è dunque la panacea di ogni male e il viatico per il successo? Possiamo con la volontà e la passione scegliere tra destino o libero arbitrio?

No. La scelta è spesso fatta in modo inconscio, legato ad emozioni e sentimenti che rendono l’intenzione molto forte e il più delle volte lontane dalla reale “coscienza” della persona che quindi non ha spesso il controllo di questo processo decisionale. L’autore parla di una “Pre-mente”

Il destino quindi esiste e spesso si ripete. Solo lavorando sulla consapevolezza e coltivandola col sentimento, solo legando all’intenzione un’emozione che autenticamente ci caratterizza si riesce a raggiungere un vero comportamento libero da condizionamenti, scevro da predestinazione e foriero di avvenimenti favorevoli.

L’autore passa dalla fisica alla metafisica e introduce il concetto di Karma e poi verso la fine della trattazione fa una sua personale dissertazione sul dopo-morte (la definisce “intervita”) che non mi sento di condividere ma nulla toglie alla validità dell’analisi fatta nel resto dell’opera, anche se la sintesi, personalmente, la considero un’estrapolazione del tutto personale, ancorché legittima.

Spesso noi pensiamo di fare o volere quello che così ardentemente desideriamo, eppure anche in questi casi, anzi forse soprattutto in questi, quando vediamo che nonostante gli sforzi e la nostra passione, le cose non si realizzano secondo i nostri desideri, ecco, proprio li allora ci può essere la trappola dell’ego che ci fa credere una cosa piuttosto che un’altra, che ci fa coltivare ambizioni sbagliate per lungo tempo.

Come si collegano queste riflessioni all’uso delle mantiche? Adesso passo dalla fisica e dalla metafisica dell’autore all’astrologia della mia esperienza. Io ho una formazione iniziale di astrologo moderno umanista, non sono un determinista quindi, ho sempre pensato che il destino conti per il 50% e il resto dipenda dal libero arbitrio.

Però poi studiando anche l’astrologia oraria classica, posso dire oggi che il destino è 70-90% e il resto libero arbitrio e penso che questa ripartizione sia da mettere in relazione a quanto descritto dall’autore perché ci vuole molta coscienza di sé e maturazione per non ripetere (inconsapevolmente e quindi in modo deterministico) le nostre esperienze anche se in forme apparentemente diverse. Le scelte sono sono inconsce e legate alle emozioni.

Questo ripetere, ci fa scegliere dal “campo quantico” descritto dall’autore, sempre le stesse opzioni, anche se possono essere di volta in volta travestite da alternative diverse e percepite da noi come inedite.

Chi mi consulta la può pensare all’opposto perché il bello dell’astrologia e dei tarocchi è che le opinioni personali non influenzano le tecniche e il risultato finale. Del resto se Einstein con la sua teoria della relatività può essere considerato un determinista, mentre i fisici quantistici moderni possono essere considerati al contrario, chi sono io per essere in grado di dirimere la questione definitivamente? Nella vita c’è sempre da imparare.

Per come la vedo astrologia (e tarocchi) sono strumenti per vivere in modo concreto la riflessione filosofica di Seneca: <<Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele>>. Ma come sappiamo quando stiamo fermando il vento piuttosto che orientare le vele? Spesso non lo sappiamo, possiamo scoprirlo solo con esperienza e attenzione.

Destino o libero arbitrio sono due danzatori del tempo e il libero arbitrio serve per imparare. Per esempio, se il partner che amiamo non ci corrisponde nonostante tutti i nostri sforzi è inutile insistere, se i figli non vengono è inutile insistere, se le attività commerciali che intraprendiamo falliscono una dopo l’altra volgiamo continuare? Possiamo chiederci forse se stiamo percorrendo strade che non fanno per noi? Anche se ci teniamo apparentemente moltissimo?

L’astrologia serve innanzitutto a questo, a capire; in un tema natale ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno e non quelle che abbiamo sempre pensato essere al servizio dei nostri desideri.

Astrologia e i tarocchi funzionano perché sono un linguaggio, la loro interpretazione è un’azione ermeneutica. La loro semantica è la via del destino.

In situazioni difficili, non dobbiamo scrutare i transiti astrologici o altre tecniche per capire solo “quando passerà” (anche se è importante e legittimo saperlo) ma comprendere che le difficoltà hanno nome e cognome racchiuso nei simboli astrologici che le rappresentano. Conoscere questi simboli è fondamentale per viverli e depotenziare così la loro carica emotiva quando ci raccontano cose negative.

Aggiungo che se uno ha il suo destino non può cambiarlo solo con i desideri e la caparbietà dell’ego, ma nello stesso tempo, se non riesce a cambiarlo in altro modo, sicuramente non gli deve andare incontro con la paura.

Destino o libero arbitrio sono due facce della stessa medaglia, noi siamo chiamati a scoprirle entrambe e spesso con nostra grande sorpresa.

Posso concludere dicendo che ad oggi tra destino o libero arbitrio sono persuaso di quello che affermano alcuni, come conclusione della teoria quantistica e cioè che il libero arbitrio sia una scelta tra numerose strade già scritte. Il modo di imboccarle può essere svelato dall’uso dell’astrologia e dei tarocchi, pur con i loro limiti come tutti gli strumenti e le scoperte umane.

A compendio di questa nostra breve dissertazione, riporto a vantaggio dei più curiosi, una serie di filmati che trattano appunto l’argomento, alcuni dei quali sono proprio una presentazione del libro di Francesco Albanese.

In questo blog offro solo contenuti di qualità, mostro solo delle possibilità che persone curiose vogliono seguire.

Cominciamo con la teoria della relatività di Einstein. Guardando questo filmato capirete subito perché fu considerato un determinista puro.

Continuiamo con il grande Cesare Marchi, fisico e ricercatore spirituale.

Ed infine la conferenza di presentazione del libro di Francesco Albanese in 4 parti.

<< PRIMA PARTE

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Destino o libero arbitrio? Chi conta di più? – Prima parte

Destino o libero arbitrio? Scritto o da scrivere? In tutto o in parte? E se in parte, quanta di questa parte?

E’ chiaro che essendo astrologo e tarologo me lo sono chiesto (e me lo chiedo) come hanno fatto prima di me filosofi, religiosi e scienziati nel corso dei secoli, fino ai giorni nostri. I ciarlatani invece non si chiedono nulla ma spillano soldi ai creduloni, che a loro volta non si chiedono niente, e cercano solo rimedi impossibili ai problemi e alla disperazione.

Io scrivo articoli soprattutto a beneficio dei consultanti, stando alla larga dalla stupidità scientista così come dal fideismo acefalo. Questa è la linea editoriale di questo blog che comincia proprio dall’e-book gratis.

Destino e libero arbitrio, la risposta? Ipotesi interessantissime, intriganti, destabilizzanti, incredibili.

La questione investe ovviamente l’astrologia e i tarocchi in quanto strumenti di lettura del futuro ma questi strumenti devono pur essere contestualizzati in una cornice più ampia. Se funzionano o meno (e fino a che punto) bisognerà pure farsi un’idea senza credere come beoti, senza storcere il naso come dotti ignoranti e finti sapienti.

Ho già trattato il rapporto tra destino e libero arbitrio in vari miei post tra i quali

Validità scientifica dell’Astrologia
La Sincronicità

e altri…

In questa prima parte perciò vi propongo articoli che ho selezionato per voi, di tipo divulgativo. Li ho poi ricopiati nel file in pdf che potete scaricare nel caso i link cambiassero. Sono molto interessanti e ne consiglio la lettura in attesa della mia seconda e ultima parte.

Il Destino esiste o non esiste? Ecco a voi la risposta completa
Destino e libero arbitrio

Scarica gli articoli in PDF
Destino o libero arbitrio acluni articoli – Scarica

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La Sincronicità

La sincronicità, una scoperta affascinante

In questo post parlo più in dettaglio, di quanto abbia fatto finora, della sincronicità ovvero la teoria della coincidenze significative. Cosa c’entra questa teoria con l’astrologia i tarocchi e le mantiche in genere?

C’entra nella misura in cui nell’astrologia e in altre mantiche, si cercano corrispondenze e coincidenze per poter interpretare gli eventi . Il pensiero mantico procede non in modo logico ma in modo “analogico”.

L’analogia è comunanza di significato e la sincronicità si verifica quando due eventi contemporanei, apparentemente slegati tra loro, hanno una comunanza di senso.

Il grande Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung è stato il primo e autorevole studioso di questo fenomeno, ha sistematizzato il concetto e ha svolto ricerche in merito.

Tuttavia non si tratta di un concetto nuovo ma << rintracciabile nella tradizione filosofica del neoplatonismo. Già Platone sosteneva l’esistenza di una realtà intelligente, le idee, che formano e indirizzano quella materiale, in maniera tale che i fenomeni della natura risultano collegati tra loro da una legge superiore che egli denominava dialettica.>> (1)

Più sotto parlerò poi delle interessantissime innovazioni sul tema introdotte dal dott. Kirby Surprise in tempi recenti, tratte dalla sua pratica clinica e di ricercatore.

Potete leggere questo post singolarmente ma può essere apprezzato meglio dopo aver letto sia il mio e-book gratis sia il mio post Validità scientifica dell’astrologia perché si tratta di un approfondimento di quanto esposto nei testi citati.

Secondo Jung la sincronicità è la risultante di due fattori: un’immagine inconscia che si presenta sotto forma di sogno, idea improvvisa, presentimento e un dato di fatto obiettivo che coincide con il suo contenuto.

Jung per primo rileva la sincronicità nell’uso delle mantiche e tranquillamente lo afferma: <<Ora io sapevo da tempo che esistono certi metodi intuitivi (i cosiddetti metodi mantici) che procedono sostanzialmente dal fattore psichico ma che presuppongono come ovvia la sincronicità>> (2)

Continua Jung: <<Il principio causale ci dice che la relazione tra causa ed effetto è una relazione necessaria. Il principio di sincronicità afferma che i termini di una coincidenza significativa sono legati ad un rapporto di contemporaneità e di senso>> (3)

Afferma poi giustamente che il primato delle scienze naturali ha cancellato una sapienza molto utile. E io aggiungo, una sapienza indispensabile all’uomo moderno che si appoggia sempre più sui  progressi della tecnica ed è sempre meno concentrato sull’evolversi spirituale.

Il risultato è che il progresso tecnico e scientifico cancella altre qualità dell’uomo tra le quali quella di individuare ed usare gli eventi sincronici a proprio favore.

Jung infatti dice: << Da noi è la causalità ad avere un’importanza così grande ma è un’importanza che si è conquistata solo durante gli ultimi due secoli grazie all’influenza livellatrice del metodo statistico da un lato e al successo senza precedenti delle scienze naturali dall’altro, successo che comunque è andato a detrimento dell’immagine del mondo fondata sulla metafisicia>> (4)

Jung continua ormai lanciato in un ragionamento che travalica l’angusta intellettualità meccanicistica del sapere scientifico quando afferma: <<La sincronicità presuppone un senso a priori in rapporto alla coscienza umana, senso che sembra esistere al di fuori dell’uomo>> (5)

Jung collega la teoria della sincronicità ad un’altra sua teoria, quella degli archetipi. E’ un primo tentativo di considerare la faccenda ma è un errore, come vedremo tra poco.

Kirby Surprise e le nuove interpretazioni

Il Dott. Kirby Surprise nel suo libro “Sincronicità Capire e utilizzare le coincidenze significative” introduce il lettore a un nuovo paradigma e suggerisce tecniche di auto-formazione per riconoscere e utilizzare gli eventi sincronici che nella versione italiana vengono tradotti con il termine “sincronicistici”. Definizione che userò da qui in poi.

Secondo il dott. Surprise Jung: <<Non voleva affermare pubblicamente che le persone possono influenzare il mondo che le circonda. Sapeva che la maggior parte dei suoi contemporanei avrebbe considerato un’affermazione del genere come pura follia>> (6)

Kirby Surprise confuta quindi l’idea principale di Jung in base al quale la sincronicità è collegata agli archetipi. Secondo lui Jung non si è reso conto o non ha voluto (per motivi di credibilità accademica) affermare che questi eventi sono creati da noi e ci rispecchiano e non sono una manifestazione collegata agli archetipi.

Jung studiò l’astrologia ma anche e forse soprattutto la mantica cinese de I Ching. In base a questo studio approdò ad alcune conclusioni che il dott. Surprise così riassume: <<Egli riteneva che i simboli presenti nei brani del libro>> (I Ching appunto) <<descrivessero schemi comuni e primordiali del pensiero umano. Jung credeva che essi fossero parte di un comune linguaggio inconscio>> (7)

Queste interpretazioni di Jung fornirono la base per la teoria degli archetipi. In particolare l’archetipo è <<uno schema di forze che causa intorno a se la manifestazione di eventi esterni e interni in specifici schemi di significato. E’ “qualcosa” che modifica tanto lo schema degli eventi che quello dei pensieri>> (8)

Archetipi e sincronicità secondo jung sono intimamente connessi. Gli archetipi poi secondo Jung <<si trovano a livello psicoide. Sono i modelli della creazione. Non sono considerate come cause in se stessi e di se stessi ma sono modelli che le percezioni seguono nel loro emergere dalla coscienza collettiva. E’ come se gli eventi e le esperienze orbitassero intorno ad essi. Jung affermava che gli eventi sincroni cistici si verificano allorché gli eventi interni ed esterni assumono una certa configurazione corrispondente allo schema dell’archetipo>> (9)

Prima dei filosofi l’uomo primitivo conosceva la sincronicità. Non sapeva definirla ma sapeva usarla esattamente come i bambini parlano prima di imparare a leggere e scrivere.

Nel suo libro il dott. Kirby Surprise ci informa infatti che nelle Grotte di Les Trois Frères in Francia c’è una pittura rupestre che ritrae uno sciamano che indossa una maschera di cervo. Un evidente rito propiziatorio. Perché questi riti? Da dove nasce la convinzione del poter ottenere circostanze propizie ai propri scopi attraverso un rito?

Questi nostri antenati  danzavano portando maschere perché avevano notato un collegamento tra gli eventi della caccia e le loro esperienze interiori. Non mi si dica che l’uomo moderno non fa la stessa cosa con tutti i suoi riti…

La superstizione nasce quando le persone cercano di trarre vantaggio da un evento sincronicistico. Le culture primitive cercano segni predittivi. Questo sicuramente, in un’ottica moderna, può fuorviare il giudizio di una persona sull’intepretazione della realtà ma contemporaneamente allena l’attenzione e aguzza l’ingegno.

Purtroppo quando si osserva un evento sincronicistico l’attenzione si sposta sull’evento esterno e basta e non sul significato introspettivo che l’evento porta con sé e che riguarda noi stessi.

Quel significato riguarda noi, riguarda il nostro “destino”. Gli eventi sincronicisitci ci fanno da specchio insomma, ci parlano di noi e delle nostra vita esattamente come fanno i sogni.

Il dott. Kyrby surprise poi afferma che <<Nella fisica qualsiasi evento non governato dalle leggi note è considerato possibile. Gli eventi sincronicistici non violano alcuna legge della fisica. Spesso mettono alla prova il concetto di probabilità>> (10)

Come spiega il dott. Surprise la capacità della mente di influenzare gli eventi esterni? Prima di tutto lui chiarisce che trattasi di capacità limitata e poi fa risalire questa caratteristiche ad un’ipotesi che si lega ad alcune teorie di fisica quantistica.

Così come la massa dei corpi fisici curva lo spazio intorno a loro anche se in modo infinitesimale, così fanno i pensieri tanto più se sono inconsci, tanto più potentemente se veicolati da forti emozioni positive o negative.

Non si dice forse che accade quello che più si teme? Non accade forse ciò che più desideravamo? Anche quando magari non ci speravamo più?

Ecco…sono esempi di come la sincronicità agisca a livello molto profondo, di come spesso sfugga alla volontà del soggetto e sia collegata in maniera inscindibile con emozioni e stati d’animo profondi.

I pensieri piegherebbero gli spazi “M” ed “N” teorizzati da alcuni fisici quantistici. La M-Teoria è una  parte della teoria delle stringhe che si propone di spiegare cosa è accaduto prima del big-bang. In base a questa teoria il nostro universo è una bolla che galleggia in uno spazio che la contiene (lo spazio M appunto).

Questo spazio M è dotato di più dimensioni. Raffinando questo pensiero si è arrivati a teorizzare l’esistenza di uno spazio N contenente innumerevoli universi paralleli e alternativi. Gli universi paralleli sono contigui e suddivisi da “membrane”.

La nostra mente, soprattutto le nostre emozioni, interagiscono quindi con universi diversi e determinano le probabilità degli eventi, bucando le membrane. In altre parole siamo noi gli artefici del nostro destino.

E’ pur vero però che il dott. Surprise afferma che l’energia della nostra mente è in ogni caso limitata e quindi l’impatto dei nostri pensieri arriva fino ad un certo punto.

La sincronicità accade quando noi navighiamo tra queste probabilità. Nella mia esperienza con l’astrologia (e anche con i Tarocchi) posso dire che ho spesso questa sensazione ovvero posso tranquillamente interpretare gli eventi passati e futuri in questa ottica.

Naturalmente il dott. Surprise mi trova d’accordo quando afferma <<Gli eventi sincronicistici non sono il risultato di uno stato di squilibrio psichico, come riteneva jung   […] La sincronicità è uno specchio del contenuto della vostra psiche, reso manifesto mediante eventi significativi>> (11)

Astrologia e sincronicità

Dal punto di vista dell’astrologo, l’interpretazione degli eventi si basa sulla sincronicità attraverso un complesso apparato simbolico (segni, case, pianeti, aspetti angolari tra pianeti).

Però va detto una cosa: anche le scuole di astrologia più moderna partono sempre dal presupposto che esista un destino alla nascita.

Sicuramente diversi astrologi si richiamano a diverse tradizioni e punti di vista. Io il mio l’ho già chiarito nel post Interpretare i Tarocchi di Marsiglia dove citandomi posso ribadire il fatto che tutti viviamo in un universo quantistico, cioè probabilistico. Ciascuno di noi crea la sua realtà che è connessa a quella degli altri e dell’universo intero.

Questa interconnessione è “svelata” dalle mantiche (astrologia, tarocchi, altre)  ma l’azione umana ha i suoi margini di discrezionalità e questi margini non sono uguali per tutti.

Altri pensano invece che tutto sia scritto. E’ un vecchia diatriba che non ha soluzione e secondo me non l’avrà. Oltretutto penso sia inutile. Nella mia esperienza ho cercato di verificare se le cose funzionano o meno senza cercare un motivo introvabile. Si possono solo avere idee al riguardo ma non certezze.

Apprezzo il lavoro del dott. Surprise, inedito e coraggioso. Certo…come astrologo e cartomante non posso rifuggire dall’idea che esista un destino alla nascita anche a dispetto di quanto afferma Alejandro Jodorowsky, padre dei Tarocchi di Marsiglia restaurati, quando pensa che prevedere il futuro equivalga in qualche modo a determinarlo.

Un destino c’è ma non manca il libero arbitrio.

 

Note

Wikipedia
(1) (https://it.wikipedia.org/wiki/Sincronicit%C3%A0)

<<La Sincronicità>> Carl Gustav Jung, Biblioteca Bollati Boringhieri
(2) Pg.49
(3) Pg.80
(4) Pg.81
(5) Pg.97

<<Sincronicità Capire e utilizzare le coincidenze significative>> Dott. Kirby Surprise, Edizioni Mediterranee
(6)  Pg.32
(7)  Pg.30
(8)  Pg.  30
(9)  Pg. 31
(10) Pg. 24
(11) Pg. 40

 

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Aforismi di Alejandro Jodorowsky

Aforismi di Alejandro Jodorowsky. Si. Non ho resistito…Alejandro Jodorowsky è un pensatore oltre che “padre” dei Tarocchi di Marsiglia Restaurati di cui io sono un estimatore e consulente Tarologo. Ho preso alcuni suoi aforismi dalla sua pagina Facebook. Quelli che secondo me erano brevi abbastanza e molto significativi. Un condensato del Jodorowsky-pensiero, insomma.

Non sono tutti, sono alcuni, ma le idee espresse in questi che ho selezionato per voi, le ho trovate disseminate anche nei suoi libri, nelle sue interviste e conferenze e sono anche quelle che condivido maggiormente e quindi che mi rispecchiano di più.

Ho pensato perciò ad un Vademecum che sia un suggerimento per un percorso da tenere sempre a mente per chi intraprende lo studio del pensiero e delle esperienze di questo grande. Questo post è il corollario del precedente organizzato per filmati

Aforismi di Alejandro Jodorowsky solo per  il vostro piacere dunque…buona lettura (e tante riletture)

Aforismi di Alejandro Jodorowsky

Quando dici che non hai niente, hai quella bella voce che lo dice.

Se carichi tuo figlio sulla schiena per molti anni, quando gli chiedi di scendere ti dirà “non posso, sono molto stanco”.

Se vuoi arrivare un giorno a diventare maestro, accetta di essere per sempre uno studente.

La felicità più grande è la felicità che hai dato.

Quello che ti serve di più al mondo è quello che sei venuto a dargli.

Sei quello che dai.

Se il mondo non ti dà, dagli tu.

Se quello che cerchi non è in te, non è da nessuna parte!

Molti vivono disperati per entrare, senza rendersi conto che bussano alla porta dall’interno.

Il segreto di dare è tenere segreto.

Solo chi vive nella luce della sua coscienza è in grado di vedere la sua ombra interiore.

Se tutto è Dio e Dio non muore, nessuno muore.

Il nostro corpo è immensamente più piccolo dell’anima che lo abita.

Poiché la mia patria è il pianeta terra, tutti gli esseri umani sono miei compatrioti.

L’ amore è molto più del bisogno di avere qualcuno che ti libera dalla solitudine.

Gli ignoranti credono che la democrazia sia il diritto di scegliere un padrone.

Il futuro non ha una realtà concreta, è un’idea. Avere paura del futuro è avere paura delle nostre idee.

Non so cosa sia Dio, ma Dio sa cosa sono. Non so cosa sia l’amore, ma so che la tua presenza mi rende felice.

Quando finalmente trovi l’essere amato non lo conosci, lo riconosci!

Hai vissuto ciò che hai vissuto, vivi ciò che stai vivendo, pensa: “questo è solo l’inizio”.

Più grande è la nostra ignoranza, più vediamo i miracoli come coincidenze.

Tutto ciò che accade ha uno scopo, organizzato da un ordine superiore che non conosciamo. Il caso non esiste

Il mondo reale è composto da milioni di mondi soggettivi. Quello che chiamiamo “mondo reale” è il nostro autoritratto.

Il mondo attuale ignora la forza della bontà, l’intelligenza della dolcezza, la nobiltà della pazienza, la ricchezza di condivisione.

Niente è più piacevole di una carezza inutile.

La scienza è una parte della coscienza. L’ altra parte della coscienza è l’arte. Senza arte, la scienza ti trasforma in un oggetto senza anima.

Accetta che le conseguenze delle tue azioni non dipendono più da te, che le tue parole una volta pronunciate o scritte non ti appartengono più.

Accetta che ogni cosa abbia un fine, compresa la vita di coloro che ami e la tua vita.

Quello che chiede deve avere dignità, quello che dà deve avere rispetto.

Se non riesci a risolvere niente o a soddisfare nessuno, abbi fiducia in te stesso, rinuncia a tutto e inizia qualcosa di nuovo.

Non siamo più bambini, non possiamo mangiare tutta la torta e pretendere che resti.

Quello che sono, anche se non lo voglio, lo sarò sempre. Ciò che non sono, anche se lo voglio, non potrò mai esserlo.

Ogni volta che devi scegliere tra due cose, c’è una terza.

Molti vivono in una gabbia le cui sbarre sono le loro idee e credenze non basate su esperienze personali.

Più importante che apprezzare ciò che si ha, è apprezzare ciò che si è.

Alla morte, le ultime parole di Jung erano ” che meraviglia!” non si riferiva all’altro mondo, ma a questo. La vita è una meraviglia!.

Se vai veloce, raggiungi la morte. Se vai lento, la morte ti raggiunge. Cessa di scappare, avanza tranquillo accompagnato da lei.

Vuoi ottenere il successo? Liberati dall’ossessione di vincere o perdere. Fai solo quello che ti piace.

La natura dell’essere umano è incomprensibile. Capisci qualcuno quando accetti di non capire.

L’ individualità è un’illusione. Dentro di te, come in una bambola russa, ci sono molti esseri.

La pazienza è un albero con radici amare, ma con frutti molto dolci.

Se vuoi sviluppare la tua coscienza, impara a metterti al posto dell’altro: quando la nuvola piange, il giardino ride.

Molti non si siedono a meditare perché hanno paura di perdersi, dimenticando che è solo il falso concetto di noi stessi quello che perdiamo.

Se ti fa piacere quello che stai studiando, continua a studiare. Se non ti fa piacere, vai a fare qualcos’altro.

 

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Alejandro Jodorowsky in pillole

Alejandro Jodorowsky è il maggior divulgatore dei Tarocchi di Marsiglia restaurati. In questo blog diversi miei articoli lo citano e riportano vari suoi filmati. Io ho studiato i Tarocchi secondo i suoi insegnamenti e li applico in un’ottica vicino alla sua, anche se integrata con un’elaborazione personale, per quanto riguarda il modo di concepire il futuro e il concetto di sincronicità.

In questo articolo ho voluto raccogliere alcune “chicche” del suo pensiero. Chi ha letto già i suoi libri “Il Maestro e le maghe” e “Psicomagia” e naturalmente “La Via dei Tarocchi” ne riconoscerà alcuni passaggi.

A tutti consiglio di vedere i filmati e leggere i libri. Soprattutto in questo mese di festa, dove un pò tutti rientriamo in noi stessi e godiamo dell’intimità del Natale.

Alejandro Jodorowsky è regista, fumettista, pensatore ma soprattutto uomo in cerca di se stesso. Denominato “lo sciamano occidentale”, è più di un intellettuale, “meno” di un maestro spirituale in senso stretto, diverso da uno psicologo e da un filosofo. E’ tutte queste figure insieme, perché è un uomo comune che ha vissuto una vita piena e ha scoperto cose molto utili per sé e per gli altri che ha divulgato e messo a disposizione, Tarocchi compresi.

Alejandro Jodorowsky è quindi innanzitutto un vicino di casa, con il quale possiamo identificarci meglio perché le sue esperienze lo hanno laureato senza titoli promuovendolo ad una saggezza straordinaria.

Buon divertimento quindi e soprattutto, posso dire….buone emozioni e riflessioni.

 

 

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