• 339-7202236

Category Archive: Altro

Come funziona la magia?

La magia funziona? In questo articolo ti dico come la penso e spiego perché. Mi farò accompagnare da due autori diversi tra loro: Massimo Centini, antropologo e Alejandro Jodorowsky “padre” dei Tarocchi di Marsiglia Restaurati. Vuoi venire con noi?

Come sai, l’uomo cerca di capire la realtà attraverso varie discipline: scienza, religione, filosofia e anche mantiche. Poi cerca di controllare quella realtà con le sue conoscenze: tecnica, medicina e…magia. Ma le mantiche e la magia sono relegate, a torto, nell’angolo buio della superstizione.

La magia, come le mantiche, si basa su un complesso sistema simbolico e procede per analogia. A differenza delle mantiche però non si limita a predire il futuro ma pretende di volerlo influenzare. Ci riesce? Come funziona la magia?

Massimo Centini, antropologo

La magia <<[…] a certi livelli, svolge un importante ruolo di comunicazione sociale […] assegna al rituale magico la funzione di linguaggio, con caratteristiche molto simili a quella che gli antropologi hanno riconosciuto al mito>> (1)

Si può credere o meno alla magia ma sicuramente non è qualcosa da bollare in fretta e furia come sottocultura da cestinare. Massimo Centini commenta alcune pitture rupestri del paleolitico. <<Le raffigurazioni di animali “colpiti” […] erano probabilmente destinati ad offrire il consolidamento di un desiderio ancora non concretizzato>> (2)

Segno, parola, linguaggio. La magia fa ampio uso di scrittura soprattutto nella preparazione di talismani e amuleti. Attraverso il segno e il rito, il desiderio viene “incarnato” e il mago compie la magia, che non è altro che il tentativo di influenzare gli eventi della vita. Amuleti, talismani e altri oggetti sono strumenti per realizzare questo tentativo. Essi inverano la volontà del mago.

Come funziona la magia, un esempio televisivo

Per capire come funziona la magia vi consiglio anche la visione di una puntata della serie televisiva Kung-Fu del 1972 con David Carradine, nei panni del monaco buddista Shaolin, esule e braccato, Kwai Chang Caine. Puntata dal titolo “Il Brujo”, lo stregone.

Nell’episodio un malefico stregone messicano, usa la magia nera senza scrupoli e tiene in scacco un intero villaggio; le persone hanno paura di lui perché i suoi malefici sono reali, potenti e puntuali. Ma non hanno efficacia sul nostro eroe, monaco errante. Su di lui non hanno effetto e alla fine della puntata egli affronta lo stregone sconfiggendolo davanti a tutti e liberando il villaggio.

La magia funziona? La risposta secondo me è questa: può a volte funzionare quando uno ci crede (per il bene e per il male). Potenti emozioni infatti portano l’individuo a co-creare la sua realtà in modo simile a quanto ho spiegato negli articoli che parlano della sincronicità e del libero arbitrio nella categoria “ALTRO” di questo blog, ai quali vi rimando.

Alejandro Jodorowsky e la psicomagia

L’esperienza di Alejandro Jodorowsky sembra confermare quanto appena detto. Lui ha lavorato per anni con stregoni e guaritori messicani e cileni e ha inventato la “psicomagia” cioè tecniche di guarigione, depurate da elementi popolari di superstizione, che agiscono e funzionano in modo contrario a quello che il mago pretenderebbe di fare con un rito (modificare con la sua volontà gli eventi esterni).

Infatti il mago, non ha nessun potere di agire sulla realtà ma secondo Jodorowsky l’inconscio ce l’ha eccome. Perciò la psicomagia secondo l’autore <<insegna alla ragione a padroneggiare il linguaggio dell’inconscio>> (3).

La Psicomagia opera, al contrario della psicoanalisi, dove invece <<Lo psicoanalista, il cui lavoro consiste nel trasformare messaggi mandati dall’inconscio in un discorso razionale è convinto che, una volta che il paziente abbia scoperto la causa dei propri sintomi, questi svaniscano>> (4).

E ancora, <<L’inconscio accetta la realizzazione simbolica, metaforica, pertanto una fotografia non rappresenta ma è la persona ritratta>> (5).

Il rituali psicomagici proposti nel libro si basano sui seguenti principi. Il consultante deve:
– Realizzare metaforicamente le predizioni
– Fare qualcosa che non ha mai fatto
– Capire che più gli riuscirà difficile realizzare un atto psicomagico, maggior beneficio ne trarrà

Jodorowsky era affascinato dalla teatralità di questi stregoni, dai risultati da loro ottenuti, dalle coincidenze vissute. Ma soprattutto dalla ritualità, dalla teatralità, vero altare simbolico. Questo perché Jodorowsky è stato anche regista teatrale e cinematografico di film a dir poco surrealisti.

Vi lascio con un filmato dove Jodorowsky stesso spiega in breve come ha creato la psicomagia, tecnica che ha provato prima di tutto su di sé e sui suoi familiari.

Bibliografia

<<Segni, parole, magia>> di Massimo Centini, Edizioni Mediterranee
(1) Pag. 15
(2) Pag. 27

<<Manuale pratico di psicomagia Consigli per guarire la tua vita>> di Alejandro Jodorowsky, Edizioni Feltrinelli
(3) Pag. 13
(4) Pag. 12-13
(5) Pag. 13

 

Destino o libero arbitrio? Chi conta di più? – Seconda parte

Destino o libero arbitrio? Nella prima parte abbiamo visto sostanzialmente come, in base alle attuali conoscenze scientifiche, si può dedurre come ipotesi probabile, che il destino esista insieme al libero arbitrio.

Destino e libero arbitrio, fratelli coltelli o protagonisti indispensabili nel paesaggio della nostra vita?

 

Il destino è scritto o ce lo creiamo noi? Pensi di avere davvero una scelta? In un sito che si chiama “predire il futuro” bisogna per forza affrontare argomenti come questo e altri correlati come la validità scientifica dell’astrologia o la sincronicità per dare ai lettori elementi approfonditi di riflessione e scelta.

<<Il destino non è qualcosa proiettato nel futuro, ma un insieme di eventi che sono già accaduti>>
(Krishna – Bhagavad Gītā)

 

In questo post farò riferimento al libro “Perché mi capita?” dello psicanalista Francesco Albanese.

I nostri pensieri modificano quello che l’autore definisce “il campo quantico”. Il destino è una serie di avvenimenti già accaduti, considerato che, per la fisica quantistica, il tempo non esiste. A quanto sembra le intuizioni antiche fanno scopa con le scoperte moderne. Tuttavia esistono infiniti destini attraverso i quali noi ci muoviamo o potenzialmente possiamo muoverci.

Destino o libero arbitrio sono quindi scelte che facciamo tra infinte possibilità che emergono in un “campo quantico” probabilistico. Gli eventi prima di materializzarsi esisterebbero solo in forma probabilistica racchiusi in infinite possibilità.

Un concetto simile lo avevo già studiato nel libro: “Sincronicità. Capire e utilizzare le coincidenze significative”

Ma come scegliamo noi quale strada seguire? Basta la nostra volontà e ferma determinazione? Il “pensiero positivo” è dunque la panacea di ogni male e il viatico per il successo? Possiamo con la volontà e la passione scegliere tra destino o libero arbitrio?

No. La scelta è spesso fatta in modo inconscio, legato ad emozioni e sentimenti che rendono l’intenzione molto forte e il più delle volte lontane dalla reale “coscienza” della persona che quindi non ha spesso il controllo di questo processo decisionale. L’autore parla di una “Pre-mente”

Il destino quindi esiste e spesso si ripete. Solo lavorando sulla consapevolezza e coltivandola col sentimento, solo legando all’intenzione un’emozione che autenticamente ci caratterizza si riesce a raggiungere un vero comportamento libero da condizionamenti, scevro da predestinazione e foriero di avvenimenti favorevoli.

L’autore passa dalla fisica alla metafisica e introduce il concetto di Karma e poi verso la fine della trattazione fa una sua personale dissertazione sul dopo-morte (la definisce “intervita”) che non mi sento di condividere ma nulla toglie alla validità dell’analisi fatta nel resto dell’opera, anche se la sintesi, personalmente, la considero un’estrapolazione del tutto personale, ancorché legittima.

Spesso noi pensiamo di fare o volere quello che così ardentemente desideriamo, eppure anche in questi casi, anzi forse soprattutto in questi, quando vediamo che nonostante gli sforzi e la nostra passione, le cose non si realizzano secondo i nostri desideri, ecco, proprio li allora ci può essere la trappola dell’ego che ci fa credere una cosa piuttosto che un’altra, che ci fa coltivare ambizioni sbagliate per lungo tempo.

Come si collegano queste riflessioni all’uso delle mantiche? Adesso passo dalla fisica e dalla metafisica dell’autore all’astrologia della mia esperienza. Io ho una formazione iniziale di astrologo moderno umanista, non sono un determinista quindi, ho sempre pensato che il destino conti per il 50% e il resto dipenda dal libero arbitrio.

Però poi studiando anche l’astrologia oraria classica, posso dire oggi che il destino è 70-90% e il resto libero arbitrio e penso che questa ripartizione sia da mettere in relazione a quanto descritto dall’autore perché ci vuole molta coscienza di sé e maturazione per non ripetere (inconsapevolmente e quindi in modo deterministico) le nostre esperienze anche se in forme apparentemente diverse. Le scelte sono sono inconsce e legate alle emozioni.

Questo ripetere, ci fa scegliere dal “campo quantico” descritto dall’autore, sempre le stesse opzioni, anche se possono essere di volta in volta travestite da alternative diverse e percepite da noi come inedite.

Chi mi consulta la può pensare all’opposto perché il bello dell’astrologia e dei tarocchi è che le opinioni personali non influenzano le tecniche e il risultato finale. Del resto se Einstein con la sua teoria della relatività può essere considerato un determinista, mentre i fisici quantistici moderni possono essere considerati al contrario, chi sono io per essere in grado di dirimere la questione definitivamente? Nella vita c’è sempre da imparare.

Per come la vedo astrologia (e tarocchi) sono strumenti per vivere in modo concreto la riflessione filosofica di Seneca: <<Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele>>. Ma come sappiamo quando stiamo fermando il vento piuttosto che orientare le vele? Spesso non lo sappiamo, possiamo scoprirlo solo con esperienza e attenzione.

Destino o libero arbitrio sono due danzatori del tempo e il libero arbitrio serve per imparare. Per esempio, se il partner che amiamo non ci corrisponde nonostante tutti i nostri sforzi è inutile insistere, se i figli non vengono è inutile insistere, se le attività commerciali che intraprendiamo falliscono una dopo l’altra volgiamo continuare? Possiamo chiederci forse se stiamo percorrendo strade che non fanno per noi? Anche se ci teniamo apparentemente moltissimo?

L’astrologia serve innanzitutto a questo, a capire; in un tema natale ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno e non quelle che abbiamo sempre pensato essere al servizio dei nostri desideri.

Astrologia e i tarocchi funzionano perché sono un linguaggio, la loro interpretazione è un’azione ermeneutica. La loro semantica è la via del destino.

In situazioni difficili, non dobbiamo scrutare i transiti astrologici o altre tecniche per capire solo “quando passerà” (anche se è importante e legittimo saperlo) ma comprendere che le difficoltà hanno nome e cognome racchiuso nei simboli astrologici che le rappresentano. Conoscere questi simboli è fondamentale per viverli e depotenziare così la loro carica emotiva quando ci raccontano cose negative.

Aggiungo che se uno ha il suo destino non può cambiarlo solo con i desideri e la caparbietà dell’ego, ma nello stesso tempo, se non riesce a cambiarlo in altro modo, sicuramente non gli deve andare incontro con la paura.

Destino o libero arbitrio sono due facce della stessa medaglia, noi siamo chiamati a scoprirle entrambe e spesso con nostra grande sorpresa.

Posso concludere dicendo che ad oggi tra destino o libero arbitrio sono persuaso di quello che affermano alcuni, come conclusione della teoria quantistica e cioè che il libero arbitrio sia una scelta tra numerose strade già scritte. Il modo di imboccarle può essere svelato dall’uso dell’astrologia e dei tarocchi, pur con i loro limiti come tutti gli strumenti e le scoperte umane.

A compendio di questa nostra breve dissertazione, riporto a vantaggio dei più curiosi, una serie di filmati che trattano appunto l’argomento, alcuni dei quali sono proprio una presentazione del libro di Francesco Albanese.

In questo blog offro solo contenuti di qualità, mostro solo delle possibilità che persone curiose vogliono seguire.

Cominciamo con la teoria della relatività di Einstein. Guardando questo filmato capirete subito perché fu considerato un determinista puro.

Continuiamo con il grande Cesare Marchi, fisico e ricercatore spirituale.

Ed infine la conferenza di presentazione del libro di Francesco Albanese in 4 parti.

<< PRIMA PARTE

E-book in regalo
Una guida per chi si rivolge all’astrologo o al cartomante

Destino o libero arbitrio? Chi conta di più?

Destino scritto o da scrivere? In tutto o in parte? E se in parte, quanta di questa parte? Chi si occupa di astrologia e tarocchi deve farsi queste domande.

Visto che sono astrologo e tarologo me lo sono chiesto (e me lo chiedo) come hanno fatto prima di me filosofi, religiosi e scienziati nel corso dei secoli, fino ai giorni nostri. I ciarlatani invece non si chiedono nulla ma spillano soldi ai creduloni, che a loro volta non si chiedono niente, e cercano solo rimedi impossibili ai problemi e alla disperazione.

Scienza e destino?

Se astrologia e tarocchi funzionano o meno bisognerà pur farsi un’idea del perché senza credere come beoti o senza storcere il naso come dotti ignoranti e finti sapienti. Questa è la linea editoriale di questo blog che comincia proprio dall’e-book gratis.

Ho già trattato il rapporto tra destino e libero arbitrio in vari miei post i principali dei quali sono

Validità scientifica dell’Astrologia
La Sincronicità

Ti segnalo due articoli che  ho incluso nel file in pdf che puoi scaricare, nel caso i link cambiassero. Sono interessanti e ti dico subito il succo prima di continuare: in base alle attuali conoscenze scientifiche, si può dedurre, come ipotesi probabile, che il destino esista insieme al libero arbitrio.

Il Destino esiste o non esiste? Ecco a voi la risposta completa
Destino e libero arbitrio

Scarica gli articoli in PDF
Destino o libero arbitrio acluni articoli – Scarica

Torna a leggerli dopo, intanto finisci questo articolo perché avrai la risposta alla domanda iniziale. Il destino è scritto o ce lo creiamo noi? Pensi di avere davvero una scelta? <<Il destino non è qualcosa proiettato nel futuro, ma un insieme di eventi che sono già accaduti>> (Krishna – Bhagavad Gītā). Chi ha scritto il vecchio testo indiano la sapeva già lunga. Vediamo perché.

Destino e libero arbitrio, ecco la risposta

Adesso ti parlo del libro “Perché mi capita?” dello psicanalista Francesco Albanese.

Il destino è scritto ma i nostri pensieri modificano quello che l’autore definisce “il campo quantico”. Il destino è una serie di avvenimenti già accaduti, considerato che, per la fisica quantistica, il tempo non esiste. A quanto sembra le antiche intuizioni indiane della  Bhagavad Gītā  fanno scopa con le scoperte moderne. Tuttavia esistono infiniti destini attraverso i quali noi ci muoviamo.

Destino o libero arbitrio sono quindi scelte che facciamo tra infinte possibilità che fanno parte di un “campo quantico” probabilistico. Gli eventi prima di materializzarsi esisterebbero solo in forma probabilistica racchiusi in infinite possibilità.

Un concetto simile lo avevo già studiato nel libro: “Sincronicità. Capire e utilizzare le coincidenze significative”

Destino e scelta

Ma come scegliamo noi quale strada seguire? Basta la nostra ferma volontà? Il “pensiero positivo” è dunque la panacea di ogni male e il viatico per il successo? Possiamo con la volontà e la passione scegliere tra destino o libero arbitrio?

No. Le nostre scelte sono fatte spesso in modo inconscio, legate ad emozioni e sentimenti che rendono l’intenzione molto forte e il più delle volte non ne siamo consapevoli. L’autore parla in questo caso di una “Pre-mente”

Il destino quindi esiste e spesso si ripete. Solo lavorando sulla consapevolezza e coltivandola col sentimento, solo legando all’intenzione un’emozione che autenticamente ci caratterizza si riesce a raggiungere un vero comportamento libero da condizionamenti e portatore di una catena di eventi favorevoli.

Destino e Karma

L’autore passa dalla fisica alla metafisica e introduce il concetto di Karma e poi verso la fine fa una sua personale descrizione sul dopo-morte (che definisce “intervita”) ma che non mi sento di condividere. Tuttavia nulla toglie alla validità dell’analisi fatta nel resto dell’opera, anche se la sintesi, la considero un’idea del tutto personale, ancorché legittima.

Spesso noi pensiamo di fare o volere quello che così tanto desideriamo, eppure quando vediamo che nonostante gli sforzi e la nostra passione, le cose non si realizzano secondo i nostri desideri, ecco, proprio li allora ci può essere la trappola dell’ego che ci fa credere una cosa piuttosto che un’altra, che ci fa coltivare ambizioni sbagliate per lungo tempo. Karma significa azione, i risultati delle nostre azioni.

Come si collegano queste riflessioni ad astrologia e tarocchi? Adesso passo dalla fisica e dalla metafisica dell’autore all’astrologia della mia esperienza. Io ho una formazione iniziale di astrologo moderno umanista, non sono un determinista quindi, ho sempre pensato che il destino conti per il 50% e il resto dipenda dal libero arbitrio.

Però poi studiando anche l’astrologia oraria classica, posso dire oggi che il destino è 70-90% ovvero, potrei dire meglio, che il destino è già scritto, la differenza la fa il modo in cui gli andiamo incontro. Il cosa sarebbe già scritto, il come è da scrivere.

Consulti di astrologia e tarocchi

Chi mi consulta può essere un determinista oppure no perché il bello dell’astrologia e dei tarocchi è che le opinioni personali non influenzano le tecniche e il risultato finale. Del resto se Einstein con la sua teoria della relatività può essere considerato un determinista, mentre i fisici quantistici moderni possono essere considerati al contrario, chi sono io per essere in grado di dirimere la questione definitivamente? Nella vita c’è sempre da imparare.

Per come la vedo astrologia (e tarocchi) sono strumenti per vivere in modo concreto la massima di Seneca: <<Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele>>. Ma come sappiamo quando stiamo fermando il vento piuttosto che orientare le vele? Spesso non lo sappiamo, possiamo scoprirlo solo con esperienza e attenzione.

L’astrologia serve innanzitutto a questo, a capire. In un tema natale ci sono tutte le risorse di cui hai bisogno e non quelle che hai sempre pensato essere al servizio dei tuoi desideri. Astrologia e tarocchi funzionano perché sono un linguaggio, la loro lettura è un’azione ermeneutica. La loro semantica è la via del destino.

In situazioni difficili, non devi scrutare i transiti astrologici o usare altre tecniche per capire solo “quando passerà” (anche se è importante e legittimo saperlo) ma devi capire che le difficoltà hanno nome e cognome racchiuso nei simboli astrologici che le rappresentano. Conoscere questi simboli è fondamentale per viverli e diminuire così la loro carica emotiva quando ci raccontano cose negative.

Aggiungo che se uno ha il suo destino non può cambiarlo solo con i desideri e la caparbietà dell’ego, ma nello stesso tempo, se non riesce a cambiarlo in altro modo, sicuramente non gli deve andare incontro con la paura.

Francesco Albanese, i filmati

Il post è finito ma se sei curioso, ti segnalo una serie di filmati, alcuni dei quali sono una presentazione del libro di Francesco Albanese. In questo blog offro solo contenuti di qualità, mostro solo delle possibilità che persone curiose vogliono seguire. Cominciamo con la teoria della relatività di Einstein. Da questo filmato capirai subito perché fu considerato un determinista puro.

Continuiamo con il grande Cesare Marchi, fisico e ricercatore spirituale.

Ed infine la conferenza di presentazione del libro di Francesco Albanese in 4 parti.

La Sincronicità

La sincronicità è la teoria della coincidenze significative. Si verifica quando due eventi, in apparenza slegati tra loro, hanno una comunanza di significato. E’ collegata ad astrologia e tarocchi. Scopri come e perché.

Infatti tutte le mantiche si basano sulla ricerca di coincidenze per poter interpretare gli eventi e prevedere in una certa misura il futuro.

 

Il grande Carl Gustav Jung e la sincronicità

Carl Gustav Jung è stato il primo e autorevole studioso di questo fenomeno.

Secondo lui la sincronicità è <<rintracciabile nella tradizione filosofica del neoplatonismo. Già Platone sosteneva l’esistenza di una realtà intelligente, le idee, che formano e indirizzano quella materiale, in maniera tale che i fenomeni della natura risultano collegati tra loro da una legge superiore che egli denominava dialettica.>> (1)

Secondo Jung la sincronicità scaturisce da due cose: un’immagine inconscia che si presenta sotto forma di sogno, idea improvvisa, presentimento e un dato di fatto obiettivo che coincide con il suo contenuto.

Sincronicità, astrologia e altre mantiche

Jung per primo rileva la sincronicità nell’uso delle mantiche e lo afferma senza problemi: <<Ora io sapevo da tempo che esistono certi metodi intuitivi (i cosiddetti metodi mantici) che procedono sostanzialmente dal fattore psichico ma che presuppongono come ovvia la sincronicità>> (2)

Continua Jung: <<Il principio causale ci dice che la relazione tra causa ed effetto è una relazione necessaria. Il principio di sincronicità afferma che i termini di una coincidenza significativa sono legati ad un rapporto di contemporaneità e di senso>> (3)

Jung e critica al metodo scientifico

Jung afferma poi che il primato delle scienze naturali ha cancellato una sapienza antica e utile. E io aggiungo, una sapienza indispensabile all’uomo moderno che si appoggia sempre più sui progressi della tecnica ma è sempre meno concentrato sull’evoluzione spirituale.

Jung infatti dice: << Da noi è la causalità ad avere un’importanza così grande ma è un’importanza che si è conquistata solo durante gli ultimi due secoli grazie all’influenza livellatrice del metodo statistico da un lato e al successo senza precedenti delle scienze naturali dall’altro, successo che comunque è andato a detrimento dell’immagine del mondo fondata sulla metafisicia>> (4)

Jung continua ormai lanciato oltre la semplice meccanica del pensiero scientifico classico quando afferma: <<La sincronicità presuppone un senso a priori in rapporto alla coscienza umana, senso che sembra esistere al di fuori dell’uomo>> (5)

Jung collega la teoria della sincronicità ad un’altra sua teoria, quella degli archetipi. E’ un primo tentativo di considerare la faccenda ma è un errore, come vedremo tra poco.

Kirby Surprise e la sincronicità

Il Dott. Kirby Surprise nel suo libro “Sincronicità Capire e utilizzare le coincidenze significative” propone un nuovo modo di vedere la sincronicità. Suggerisce tecniche di auto-formazione per riconoscere e utilizzare gli eventi sincronici che nella versione italiana vengono tradotti con il termine “sincronicistici”. Definizione che userò da qui in poi.

Secondo il dott. Surprise Jung: <<Non voleva affermare pubblicamente che le persone possono influenzare il mondo che le circonda. Sapeva che la maggior parte dei suoi contemporanei avrebbe considerato un’affermazione del genere come pura follia>> (6)

Kirby Surprise confuta l’idea principale di Jung secondo la quale la sincronicità è collegata agli archetipi. Secondo lui Jung non si è reso conto o non ha voluto (per motivi di credibilità accademica) affermare che questi eventi sono creati da noi e ci rispecchiano e non sono collegati agli archetipi.

Archetipi e sincronicità

Jung studiò l’astrologia ma anche e soprattutto la mantica cinese de I Ching. In base a questo studio arrivò ad alcune conclusioni che il dott. Surprise così riassume: <<Egli riteneva che i simboli presenti nei brani del libro>> (I Ching appunto) <<descrivessero schemi comuni e primordiali del pensiero umano. Jung credeva che essi fossero parte di un comune linguaggio inconscio>> (7)

Queste idee di Jung sono alla base della teoria degli archetipi. In particolare l’archetipo è <<uno schema di forze che causa intorno a se la manifestazione di eventi esterni e interni in specifici schemi di significato. E’ “qualcosa” che modifica tanto lo schema degli eventi che quello dei pensieri>> (8)

Archetipi e sincronicità secondo jung sono collegati. Gli archetipi secondo Jung <<si trovano a livello psicoide. Sono i modelli della creazione. Non sono considerate come cause in se stessi e di se stessi ma sono modelli che le percezioni seguono nel loro emergere dalla coscienza collettiva. E’ come se gli eventi e le esperienze orbitassero intorno ad essi. Jung affermava che gli eventi sincroni cistici si verificano allorché gli eventi interni ed esterni assumono una certa configurazione corrispondente allo schema dell’archetipo>> (9)

Prima dei filosofi l’uomo primitivo conosceva la sincronicità. Non sapeva definirla ma sapeva usarla, come i bambini parlano prima di imparare a leggere e scrivere.

Kirby Surprise, sincronicità, superstizione

Nel suo libro il dott. Kirby Surprise parla di  una pittura rupestre nelle Grotte di Les Trois Frères in Francia. In questa pittura uno sciamano indossa una maschera di cervo. Un evidente rito propiziatorio. Da dove nasce l’idea di poter creare eventi favorevoli ai propri scopi attraverso un rito?

Questi nostri antenati  danzavano portando maschere perché avevano notato, in base all’esperienza, una coincidenza tra gli eventi della caccia e le loro esperienze interiori.

La superstizione nasce quando le persone cercano di trarre vantaggio da un evento sincronicistico. Le culture primitive cercano segni predittivi.

Purtroppo quando osserviamo un evento sincronicistico noi siamo attenti solo all’evento esterno e non al significato psicologico. Gli eventi sincronicisitci, invece, ci fanno da specchio, ci parlano di noi e delle nostra vita, come fanno i sogni.

Fisica quantistica e sincronicità

Il dott. Kyrby surprise poi afferma che <<Nella fisica qualsiasi evento non governato dalle leggi note è considerato possibile. Gli eventi sincronicistici non violano alcuna legge della fisica. Spesso mettono alla prova il concetto di probabilità>> (10)

Come spiega il dott. Surprise la capacità della mente di influenzare gli eventi esterni? Prima di tutto chiarisce che si tratta di una capacità limitata e poi fa risalire questa caratteristiche ad un’ipotesi che si lega ad alcune teorie di fisica quantistica.

Così come la massa dei corpi fisici curva lo spazio intorno a loro, anche se in modo infinitesimale, così fanno i pensieri tanto più se sono inconsci, tanto più se sono alimentati da forti emozioni positive o negative.

Non si dice forse che accade quello che più si teme? Non accade forse ciò che più desideravamo? Anche quando magari non ci speravamo più?

I pensieri piegherebbero gli spazi “M” ed “N” teorizzati da alcuni fisici quantistici. La M-Teoria è una  parte della teoria delle stringhe che si propone di spiegare cosa è accaduto prima del big-bang. In base a questa teoria il nostro universo è una bolla che galleggia in uno spazio che la contiene (lo spazio M appunto).

Questo spazio M è dotato di più dimensioni. Raffinando questo pensiero si è arrivati a teorizzare l’esistenza di uno spazio N contenente innumerevoli universi paralleli e alternativi. Gli universi paralleli sono contigui e suddivisi da “membrane”.

Emozioni e sincronicità

La nostra mente, soprattutto le nostre emozioni profonde, forti e persistenti, interagiscono con universi diversi e determinano le probabilità degli eventi, bucando le membrane. In altre parole saremmo noi gli artefici del nostro destino.

Però il dott. Surprise afferma anche che l’energia della nostra mente è in ogni caso limitata e l’impatto dei nostri pensieri arriva fino ad un certo punto.

La sincronicità accade quando noi navighiamo tra queste probabilità. Nella mia esperienza con l’astrologia e con i Tarocchi, posso interpretare gli eventi passati e futuri in questa ottica.

Sono d’accordo con il dott. Surprise quando afferma <<Gli eventi sincronicistici non sono il risultato di uno stato di squilibrio psichico, come riteneva jung   […] La sincronicità è uno specchio del contenuto della vostra psiche, reso manifesto mediante eventi significativi>> (11)

Astrologia e sincronicità

Dal punto di vista dell’astrologo, l’interpretazione degli eventi si basa sulla sincronicità attraverso un complesso apparato simbolico (segni, case, pianeti, aspetti angolari tra pianeti).

Però va detto una cosa: anche le scuole di astrologia più moderne, che danno ampio peso al libero arbitrio, partono sempre dal presupposto che esista un destino alla nascita.

Anche nella filosofia e nella religione c’è chi pensa che il destino sia tutto scritto, mentre altri pensano sia tutto nelle nostre mani. E’ un vecchia diatriba che non ha soluzione e secondo me non l’avrà. Nella mia esperienza di astrologo e tarologo tento di verificare se le cose funzionano o meno senza cercare un motivo introvabile. Si possono solo avere idee al riguardo ma non certezze.

Apprezzo il lavoro del dott. Surprise, inedito e coraggioso. Certo…come astrologo e tarologo penso che esista un destino alla nascita anche a dispetto di quanto afferma Alejandro Jodorowsky, padre dei Tarocchi di Marsiglia restaurati, quando afferma prevedere il futuro equivalga in qualche modo a determinarlo.

La penso come Seneca: “Non possiamo fermare il vento ma possiamo orientare le vele”.

Note

Wikipedia
(1) (https://it.wikipedia.org/wiki/Sincronicit%C3%A0)

<<La Sincronicità>> Carl Gustav Jung, Biblioteca Bollati Boringhieri
(2) Pg.49
(3) Pg.80
(4) Pg.81
(5) Pg.97

<<Sincronicità Capire e utilizzare le coincidenze significative>> Dott. Kirby Surprise, Edizioni Mediterranee
(6)  Pg.32
(7)  Pg.30
(8)  Pg.  30
(9)  Pg. 31
(10) Pg. 24
(11) Pg. 40

 

Aforismi di Alejandro Jodorowsky

Non ho resistito! Il Jodorowsky pensiero in pillole di saggezza. Padre dei Tarocchi di Marsiglia Restaurati è regista, scrittore e molto altro.

Ho preso alcuni suoi aforismi dalla sua pagina Facebook. Quelli che secondo me erano brevi abbastanza e molto significativi. Un condensato del Jodorowsky-pensiero.

Non sono tutti, solo alcuni, ma le idee espresse in questi che ho selezionato per te, le ho trovate disseminate anche nei suoi libri, nelle sue interviste e conferenze e sono quelle che condivido maggiormente quindi che più mi rispecchiano.

Ho pensato perciò ad un Vademecum che sia un suggerimento per un percorso da tenere sempre a mente per chi intraprende lo studio del pensiero di questo grande. Questo post è il corollario del precedente organizzato per filmati

Aforismi di Alejandro Jodorowsky solo per  il tuo piacere dunque…buona lettura (e tante riletture)

Quando dici che non hai niente, hai quella bella voce che lo dice.

Se carichi tuo figlio sulla schiena per molti anni, quando gli chiedi di scendere ti dirà “non posso, sono molto stanco”.

Se vuoi arrivare un giorno a diventare maestro, accetta di essere per sempre uno studente.

La felicità più grande è la felicità che hai dato.

Quello che ti serve di più al mondo è quello che sei venuto a dargli.

Sei quello che dai.

Se il mondo non ti dà, dagli tu.

Se quello che cerchi non è in te, non è da nessuna parte!

Molti vivono disperati per entrare, senza rendersi conto che bussano alla porta dall’interno.

Il segreto di dare è tenere segreto.

Solo chi vive nella luce della sua coscienza è in grado di vedere la sua ombra interiore.

Se tutto è Dio e Dio non muore, nessuno muore.

Il nostro corpo è immensamente più piccolo dell’anima che lo abita.

Poiché la mia patria è il pianeta terra, tutti gli esseri umani sono miei compatrioti.

L’ amore è molto più del bisogno di avere qualcuno che ti libera dalla solitudine.

Gli ignoranti credono che la democrazia sia il diritto di scegliere un padrone.

Il futuro non ha una realtà concreta, è un’idea. Avere paura del futuro è avere paura delle nostre idee.

Non so cosa sia Dio, ma Dio sa cosa sono. Non so cosa sia l’amore, ma so che la tua presenza mi rende felice.

Quando finalmente trovi l’essere amato non lo conosci, lo riconosci!

Hai vissuto ciò che hai vissuto, vivi ciò che stai vivendo, pensa: “questo è solo l’inizio”.

Più grande è la nostra ignoranza, più vediamo i miracoli come coincidenze.

Tutto ciò che accade ha uno scopo, organizzato da un ordine superiore che non conosciamo. Il caso non esiste

Il mondo reale è composto da milioni di mondi soggettivi. Quello che chiamiamo “mondo reale” è il nostro autoritratto.

Il mondo attuale ignora la forza della bontà, l’intelligenza della dolcezza, la nobiltà della pazienza, la ricchezza di condivisione.

Niente è più piacevole di una carezza inutile.

La scienza è una parte della coscienza. L’ altra parte della coscienza è l’arte. Senza arte, la scienza ti trasforma in un oggetto senza anima.

Accetta che le conseguenze delle tue azioni non dipendono più da te, che le tue parole una volta pronunciate o scritte non ti appartengono più.

Accetta che ogni cosa abbia un fine, compresa la vita di coloro che ami e la tua vita.

Quello che chiede deve avere dignità, quello che dà deve avere rispetto.

Se non riesci a risolvere niente o a soddisfare nessuno, abbi fiducia in te stesso, rinuncia a tutto e inizia qualcosa di nuovo.

Non siamo più bambini, non possiamo mangiare tutta la torta e pretendere che resti.

Quello che sono, anche se non lo voglio, lo sarò sempre. Ciò che non sono, anche se lo voglio, non potrò mai esserlo.

Ogni volta che devi scegliere tra due cose, c’è una terza.

Molti vivono in una gabbia le cui sbarre sono le loro idee e credenze non basate su esperienze personali.

Più importante che apprezzare ciò che si ha, è apprezzare ciò che si è.

Alla morte, le ultime parole di Jung erano ” che meraviglia!” non si riferiva all’altro mondo, ma a questo. La vita è una meraviglia!.

Se vai veloce, raggiungi la morte. Se vai lento, la morte ti raggiunge. Cessa di scappare, avanza tranquillo accompagnato da lei.

Vuoi ottenere il successo? Liberati dall’ossessione di vincere o perdere. Fai solo quello che ti piace.

La natura dell’essere umano è incomprensibile. Capisci qualcuno quando accetti di non capire.

L’ individualità è un’illusione. Dentro di te, come in una bambola russa, ci sono molti esseri.

La pazienza è un albero con radici amare, ma con frutti molto dolci.

Se vuoi sviluppare la tua coscienza, impara a metterti al posto dell’altro: quando la nuvola piange, il giardino ride.

Molti non si siedono a meditare perché hanno paura di perdersi, dimenticando che è solo il falso concetto di noi stessi quello che perdiamo.

Se ti fa piacere quello che stai studiando, continua a studiare. Se non ti fa piacere, vai a fare qualcos’altro.