• 339-7202236

Author Archives: Andrea Mecchia

Come funziona la magia?

La magia funziona? Cercheremo di dare una risposta in questo articolo.
Saremo accompagnati da due autori molto diversi tra loro: Massimo Centini, antropologo e Alejandro Jodorowsky “padre” dei Tarocchi di Marsiglia Restaurati.

L’uomo cerca di capire la realtà attraverso varie discipline: scienza, religione, filosofia e anche mantiche.
Poi cerca di controllare la natura con le sue conoscenze: tecnica e…magia.
Le mantiche e la magia sono relegate, a torto, nell’ambito della superstizione.

La magia come le mantiche si basa su un complesso sistema simbolico e procede per analogia ma a differenza delle mantiche non si limita a predire il futuro ma pretende di volerlo influenzare. Ci riesce? Come funziona la magia?

Massimo Centini, antropologo

La magia <<[…] a certi livelli, svolge un importante ruolo di comunicazione sociale […] assegna al rituale magico la funzione di linguaggio, con caratteristiche molto simili a quella che gli antropologi hanno riconosciuto al mito>> (1)

Quindi si può credere o meno alla magia ma sicuramente non è qualcosa da bollare in fretta e furia come sottocultura da cestinare. Ma procediamo …

Massimo centini commenta alcune pitture rupestri del paleolitico.
<<Le raffigurazioni di animali “colpiti” […] erano probabilmente destinati ad offrire il consolidamento di un desiderio ancora non concretizzato>> (2)

Quindi…segno, parola, linguaggio; la magia fa ampio uso di scrittura soprattutto nella preparazione di talismani e amuleti.

Attraverso il segno e il rito, il desiderio viene “incarnato” e il mago compie la magia cioè il tentativo di influenzare gli eventi della vita. Amuleti, talismani e altri oggetti inverano la volontà del mago.

Come funziona la magia un esempio televisivo

Per capire come funziona la magia vi consiglio anche la visione di una puntata della serie televisiva Kung-Fu del 1972 con David Carradine nei panni del monaco buddista Shaolin, esule e braccato, Kwai Chang Caine, dal titolo “Il Brujo” cioè lo stregone.

Nell’episodio un malefico stregone messicano usa la magia nera senza scrupoli e tiene in scacco un intero villaggio; le persone hanno molta paura di lui perché i suoi malefici sono reali, potenti e puntuali. Tranne che sul nostro eroe, monaco errante ovviamente. Su di lui non hanno effetto e alla fine della puntata egli affronta lo stregone sconfiggendolo platealmente davanti a tutti e liberando il villaggio.

La magia funziona? La risposta secondo me è questa: può a volte funzionare quando uno ci crede (per il bene e per il male). Potenti emozioni infatti portano l’individuo a co-creare la sua realtà in modo simile a quanto ho spiegato negli articoli che parlano della sincronicità e del libero arbitrio nella categoria “ALTRO” di questo blog, ai quali vi rimando.

La magia svolge quindi (a volte) un effetto di suggestione, una sorta di placebo positivo o negativo (magia bianca o nera) ma solo se si alimenta delle forti emozioni di chi si fa coinvolgere da questa credenza.

Alejandro Jodorowsky e la psicomagia

L’esperienza di Alejandro Jodorowsky sembra confermare quanto appena detto.
Lui ha lavorato per anni con stregoni e guaritori messicani e cileni e ha elaborato la “psicomagia” cioè tecniche di guarigione, depurate da elementi popolari di superstizione, che agiscono e funzionano in modo contrario a quello che il mago pretenderebbe di fare con un rito (modificare con la sua volontà gli eventi esterni).

Infatti il mago, non ha nessun potere di agire sulla realtà ma secondo Jodorowsky l’inconscio ce l’ha eccome. Perciò la psicomagia secondo l’autore <<insegna alla ragione a padroneggiare il linguaggio dell’inconscio>> (3) e opera, al contrario della psicoanalisi, dove invece <<Lo psicoanalista, il cui lavoro consiste nel trasformare messaggi mandati dall’inconscio in un discorso razionale è convinto che, una volta che il paziente abbia scoperto la causa dei propri sintomi, questi svaniscano>> (4)

E ancora…<<L’inconscio accetta la realizzazione simbolica, metaforica, pertanto una fotografia non rappresenta ma è la persona ritratta>> (5)

Il rituali psicomagici proposti nel libro si basano sui seguenti principi che il consultante deve rispettare:
– Egli deve realizzare metaforicamente le predizioni
– Deve fare qualcosa che non ha mai fatto
– Deve capire che più gli riuscirà difficile realizzare un atto psicomagico, maggior beneficio ne trarrà
– L’atto deve sempre finire in modo positivo

Jodorowsky era affascinato dalla teatralità di questi stregoni, dai risultati da loro ottenuti, dalle coincidenze vissute. Ma soprattutto dalla ritualità, dalla teatralità, vero altare simbolico.
Questo perché Jodorowsky è stato anche regista teatrale e cinematografico di film a dir poco surrealisti.

Vi lascio quindi alla lettura dei libri qui richiamati che vi consiglio caldamente e vi propongo un filmato dove Jodorowsky stesso spiega in breve come è addivenuto alla creazione della psicomagia, tecnica che ha provato prima di tutto su di sé e sui suoi familiari.

Potete farvi coinvolgere dalla magia, capire come funziona anche con altri testi ma dopo aver letto questi richiamati qui. Il senso critico è tutto e anche una buona dose di stabilità mentale non guasta.

Bibliografia

<<Segni, parole, magia>> di Massimo Centini, Edizioni Mediterranee
(1) Pag. 15
(2) Pag. 27

<<Manuale pratico di psicomagia Consigli per guarire la tua vita>> di Alejandro Jodorowsky, Edizioni Feltrinelli
(3) Pag. 13
(4) Pag. 12-13
(5) Pag. 13

 

Andrea Mecchia

I diversi tipi di consulenza astrologica

In questo articolo ti parlo un po’ dei diversi tipi di consulenza per darti le migliori indicazioni; l’astrologia ti aiuta molto a patto di scegliere il giusto tipo di consulto rispetto a quello che vuoi sapere.

Astrologia genetliaca

Questo tipo di consulenza astrologica è quella più diffusa. Esistono diverse scuole di astrologia che privilegiano differenti approcci. Chi ha un approccio più psicologico, chi più divinatorio e predittivo ma non ti snocciolo un trattato in questa sede.

Ci interessano le risposte che puoi avere con l’astrologia.

L’astrologia è lo specchio della vita, nulla è determinato dagli astri, tutto è rappresentato in essi.

La genetliaca dicevo è l’astrologia per i consulti più diffusi. Si parte dall’analisi dell’oroscopo di nascita e si esaminano i transiti, le progressioni e le rivoluzioni solari basate su quel tema. Ci sono anche le rivoluzioni lunari per le previsioni mensili.

La genetliaca è un tipo di consulenza astrologica che secondo me non può essere eluso. Chi si interessa di astrologia, almeno una volta nella vita dovrebbe farsi analizzare il tema di nascita e i transiti principali entro un anno dal consulto.

Il tema di nascita è tuo (e solo tuo) e vale solo per te.

Perché dico questo? Perché tante altre persone sono del tuo stesso segno ma solo tu hai quel tema di nascita. Ok?

I transiti sono i pianeti che girano e che formano aspetti angolari con i pianeti e altri punti del tuo tema di nascita (che sono rappresentati come fermi) e non con il tema di un altro. Così facendo i primi “attivano” i secondi e ci segnalano eventi di diverso tipo che accadranno nella tua vita in specifici settori (amore, lavoro, salute, figli ecc..). Questo significa fare previsioni astrologiche.

Veniamo poi alla rivoluzione solare che è la previsione astrologica di un anno che non va dal 1 gennaio al 31 dicembre ma da compleanno a compleanno.

E’ una sintesi dei transiti, una visione di insieme e va integrata con i transiti e le progressioni per essere più precisa. Le progressioni infine rappresentano a che punto sei della tua vita, non mi dilungo in dettagli.

Nulla esclude che si possano analizzare i transiti dal 1 gennaio al 31 dicembre. Inoltre, in genere, la prima lettura di un tema di nascita termina proprio con l’analisi dei transiti principali per un anno dal momento del consulto.

I tre metodi sono integrati, io uso poco le progressioni e di più i transiti e le rivoluzioni. Uso le progressioni quando, analizzando i transiti, le cose non mi sono chiare. Penso sia l’approccio giusto e te lo consiglio anche a te.

Astrologia di coppia

Detto altrimenti è l’astrologia della compatibilità. Sentimentale, lavorativa, amicale, tra i soci in affari…si chiama “sinastria”. Descrive la compatibilità in potenza delle persone tra loro.

Tuttavia per esaminare eventuali crisi che possono verificarsi in certi periodi della vita ci vuole anche una consulenza astrologica integrata con i transiti proprio perché due persone attraversano, a loro volta, periodi diversi della loro vita che possono essere individuati, appunto,  con l’uso dei transiti. Ognuno è unico, ciascuno ha i suoi tempi.

Astrologia oraria classica

I metodi della genetliaca sono efficaci ma “generalisti”.  Sono usati dalla maggior parte degli astrologi professionisti in circolazione i quali (per la maggior parte) ignorano l’astrologia oraria classica che invece da risposte più precise a domande più specifiche.

Facciamo un esempio. Stai guardano un panorama bellissimo a perdita d’occhio (astrologia genetliaca) ma vuoi avere il particolare di un albero in lontananza. Ti serve un cannocchiale. E potente. (astrologia oraria classica)

La genetliaca ti dice cioè che in un certo periodo avrai la probabilità di sperimentare certi eventi in alcuni settori della vita, l’oraria ti risponde ad una domanda specifica. Es. mi ama? Mi tradisce? E’ meglio questo lavoro o l’altro? Devo vender casa o affittarla? Risponde alla domanda. E basta. Ci credi o no? Accetti o no la risposta?

In oraria il consulto astrologico è sulla domanda e la consulenza astrologica è sul tema di nascita della domanda (non sul tuo tema di nascita). L’astrologo erige la carta per il luogo e l’ora in cui riceve e comprende la domanda che tu fai e risponde solo a quella, con tecniche diverse dall’analisi dei transiti, progressioni, rivoluzioni.

E’ una tecnica che si propone di essere squisitamente divinatoria ed è:

  • più precisa dei tarocchi
  • più puntuale della genetliaca
  • di minor respiro rispetto alla genetliaca

Non l’ho descritta nel mio e-book gratuito. Resta inteso che io non sono un determinista ma il destino scritto secondo me esiste e la penso come Seneca quando disse: “Non possiamo arrestare il vento ma possiamo orientare le vele”.

Tuttavia se volete divertirvi a scoprire la prevalenza tra destino e libero arbitrio, in questo blog, nella sezione “ALTRO”, troverete contenuti di alta qualità che tuttavia vi danno solo ottimi spunti di riflessione perché la questione, a mio avviso, non avrà mai parola definitiva.

Per concludere questo paragrafo posso dire che la genetliaca va bene ma non sempre garantisce la risposta precisa. E’ una questione di approssimazione e di probabilità.

Volendo fare un paragone, un medico di base (genetliaca) può essere molto bravo perché gli capitano per le mani diversi pazienti con differenti patologie ma il medico specialista (oraria classica) possiede competenze più specifiche rispetto a problematiche più circoscritte.

Astrologia elettiva

Quando mi conviene costituire una società? Pubblicare un libro? Organizzare una festa, o altro?

Si risponde con una consulenza astrologica elettiva. Anche i transiti possono essere utili ma l’elettiva è spesso quella più idonea e precisa.

Riassumiamo per scegliere la tua consulenza

Che tipo di consulenza astrologica chiedere? Ecco un brevissimo vademecum.

Vuoi sapere gli eventi che ti attendono per un certo periodo?

Chiedi una consulenza astrologica su transiti, progressioni e rivoluzione solare annuale.

Vuoi scoprire la compatibilità di coppia? Sentimentale, amicale, lavorativa altro? Chiedi la sinastria.

Vuoi una risposta il più precisa possibile ad una domanda molto specifica e solo a quella? Chiedi un consulto di astrologia oraria classica.

Vuoi sapere quando è opportuno fare una cosa, intraprendere un’azione? Chiedi un consulto di astrologia elettiva.

CONTATTAMI PER UN CONSULTO

SCRIVI O CHIAMA

339-72 02 236

Andrea Mecchia

Come leggere i Tarocchi, la mia guida definitiva (?)

Leggere i tarocchi o interpretarli?

Leggere i tarocchi e interpretare i tarocchi per me sono la stessa cosa. Ho scritto già in merito all’interpretazione e ora in questo post faccio un riassunto e un approfondimento finale. Seguimi, questo post è prezioso, l’ho scritto per  chi vuole studiare i tarocchi accettando consigli pratici, senza vagabondare tra tanti manuali e troppe campane spesso discordanti. Di conseguenza serve anche alle persone semplicemente interessate alla materia.

Ok. Prima di tutto io uso i “Tarocchi di Marsiglia Restaurati”, non altri.

I testi da studiare che consiglio sono questi:
Astrologia e tarocchi una guida per chi chiede consulti – Andrea Mecchia
(Tutto il manualetto, compresa la parte sull’astrologia)
– La via dei Tarocchi – Alejandro Jodorowsky
– Tutti gli articoli sui tarocchi di questo blog
– Il Codice dei Tarocchi. Rivelazione di un’intelligenza millenaria – Carlo Bozzelli
– I Tarocchi, il vangelo segreto – Carlo Bozzelli

Dovete studiarli nell’ordine in cui li ho elencati. Proseguiamo…

Cominciate con le lettere dell’alfabeto

Prima di tutto dovete imparare il più possibile a memoria il significato delle 78 carte.

Faticherete un pò all’inizio ma l’apprendimento sarà facilitato successivamente dagli esercizi pratici che farete e dal fatto che le carte hanno significati simili tra loro che si ripetono, anche se con varianti.

Infatti, a titolo di esempio, molto importante è la numerologia dei tarocchi che vanno sempre dal 1 al 10, simboleggiando un cammino, una maturazione dell’uomo, dei suoi sentimenti, di alcune sue caratteristiche.

Leggere i tarocchi ogni giorno

Quando vi sentite appena pratici dei significati dovete fare questo esercizio tutti i giorni.

Chiedete alle carte come andrà la giornata. Estraete dunque una carta e leggete il suo significato sul manuale. Fate questo esercizio sempre, anche quando sarete esperti. Potete saltare qualche giorno ma non troppi.

Non capita infatti di leggere i tarocchi per qualcuno ogni giorno quindi è bene mantenersi allenati. Farlo sempre, migliora conoscenza e intuito nelle letture. Prendete spunto da quei sacerdoti cattolici che leggono un brano del vangelo ogni giorno e ci meditano sopra.

A fine giornata confrontate quello che è successo con i significati dell’estrazione mattutina e pensate alle comunanza di significato dei fatti del giorno con i significati della carta. Vi ci ritrovate? E se si quanto? E’ successo l’esatto opposto?

Dopo un mese che fate questa cosa, simulate la richiesta di un consiglio ai tarocchi, oppure ovviamente chiedete per davvero, secondo la tecnica dell’estrazione di due carte come ho scritto in questo post.

Evitate in questa fase di apprendimento la tentazione di fare consulti completi a voi stessi o ad altri, dovete invece fare le simulazioni suggerite dal manuale che studiate, rifacendo gli esempi con altri lanci.

Sacralizzare il mazzo

Arriva quindi il momento di usare i tarocchi per davvero. Dovete “sacralizzare” il mazzo. Non c’è nulla di superstizioso ma questo rito segna il vostro passaggio (e il vostro premio) da un livello principiante ad uno intermedio.

Fatelo per una settimana, in un momento significativo per voi. Può essere ogni giorno alla stessa ora, di sera, di mattina presto, quando c’è la luna piena o quello che volete voi. Scegliete le condizioni che per voi sono più idonee e rappresentative, fatelo per il tempo che reputate utile, almeno per una settimana appunto.

Come procedere? Mischiate il mazzo, poi sparpagliate le carte, toccatele, rivoltatele, prendetene alcune in mano e guardatele (senza leggere il significato) e poi mischiatele di nuovo. Fatelo per almeno tre volte di seguito. Mentre fate queste operazioni cercate di non pensare troppo ad altre cose ma di concentrarvi su quello che state facendo, alle azioni fisiche, alle sensazione tattili.

Perché tutto questo? perché citandomi vi dico che “I tarocchi sono un mazzo di carte ma Il Tarocco rappresenta una persona. Noi siamo il Tarocco e noi usiamo i tarocchi, perché noi viviamo”.

Terminata la sacralizzazione del mazzo siete pronti per fare consulti. Cominciate ufficialmente con voi stessi, con parenti e amici per un po’ di tempo finché non vi sentite pronti per farlo ad estranei.

A pagamento o gratuitamente, dipende da voi. Non importa, quando avete imparato vuol dire che siete professionisti.

Consigli generali di lettura

Una divinazione sempre esatta per ogni consulto non sarà mai possibile

Ogni lettura dei tarocchi è predittiva, descrittiva, prescrittiva. Detto altrimenti prevede il futuro (ovvero un futuro, quello più probabile) , descrive la situazione attuale del consultante, i suoi sentimenti, i suoi rapporti, infine suggerisce le azioni da intraprendere rispetto alla situazione.

Quest’ultimo aspetto deve essere approcciato con prudenza. Il consultante deve scegliere da solo, nel bene e nel male, quello che pensa sia meglio per lui. Non sostituitevi agli psicologi, non siate “sensitivi”, siate sensibili ma senza accelerare, senza giudicare.

Anche quando la divinazione non esce fuori bene, in ogni caso la sua utilità è anche (e sempre) descrittiva e prescrittiva. A questo proposito in questo articolo trovate un esempio di due tipi di lettura (divinatoria e introspettiva ovvero predittiva e descrittiva). Un articolo simile non lo trovate facilmente in giro perché la maggior parte delle persone vuole solo la lettura del futuro ed è molto meno interessata ad altre interpretazioni che invece spesso sono anche più utili perché ci danno suggerimenti, ci fanno riflettere, ci mostrano cose di noi.

Bisogna usare gli arcani maggiori? Solo i minori? Per forza entrambi? I consulti è meglio farli in presenza o per telefono? Le carte deve mischiarle il consultante o io?

Potete usare gli arcani che volete (ma li dovete conoscere tutti), per quanto riguarda le modalità vi dico come faccio io: faccio consulti indifferentemente in presenza e a distanza, le carte le mischio sempre io e quando il consultante è presente le estrae lui senza che entrambi le vediamo. Terminata l’estrazione giro le carte e comincio la lettura.

Potete fare quello che volete ma ho una raccomandazione da dare: evitate tutte quelle pratiche eccessivamente esoteriche; mantenete le cose semplici. La ritualità suggestiona i sempliciotti, i tarocchi sono un linguaggio che chiunque può imparare a leggere, chiunque sia di mente e cuore aperto e non giudicante.

“Sacralizzare” il mazzo potrebbe essere considerata una pratica esoterica e lo è ed è giusto che lo sia perché l’esoterismo non è tutto ciarpame di una sottocultura ma non è questa la sede per parlarne. Sacralizzare il mazzo è anche e soprattutto una pratica psicologica, un rito di passaggio come ne esistono tanti e serve perché non si studiano i tarocchi come si studia per un concorso o per un esame universitario, dovete essere pronti ad accettare nuove lenti che integrano o cambiano il vostro modo di vedere la realtà.

Non potete usare i tarocchi se non siete disposti a sorprendere ancora voi stessi. Non potete saperlo prima di impararli ma sicuramente lo scoprirete durante l’apprendimento, alla fine, o addirittura dopo.

I limiti della lettura

I tarocchi sono una mantica influenzabile. Nella mia esperienza ho constatato che sono utili ma sono soggetti ad errori in misura maggiore rispetto all’astrologia. Perciò il cartomante (o meglio tarologo) deve essere più bravo dell’astrologo nel rimanere neutrale. Può verificarsi una contaminazione del risultato in base ai desideri o paure del consultante soprattutto quando li facciamo per noi stessi.

Farli per se stessi è il primo modo per imparare ma poi è meglio farseli fare.

A volte quando si è troppo coinvolti, agitati, eccitati, escono le carte che descrivono la ns. situazione o stato d’animo o quelli del consultante. Le carte ci fanno da specchio e basta, ci rimandano l’immagine di noi stessi o di chi ci consulta. Anche quello però può essere utile per guardare dentro e capire i termini di un problema e cercare una soluzione.

Anche il riflesso è un punto di partenza se ben osservato.

Perciò siate imparziali, emotivamente distaccati e non ripetiate il consulto per la stessa domanda a stretto giro di pochi giorni o settimane.

La disposizione delle carte

Molti autori (e anche io l’ho fatto) dispongono le carte secondo un certo schema: a croce, a cerchio ecc…disegnando figure geometriche dove a priori vengono assegnati dei ruoli alle carte in base alla posizione che occupano.

Mi sono convinto che questo non sia importante e anzi possa essere addirittura controproducente perché frutto di una scelta arbitraria che non corrisponde a realtà.

I tarocchi sono un linguaggio? Bene, meglio disporre le carte sempre in orizzontale e leggerle da sinistra a destra. Si legge una frase da sinistra verso destra e anche in matematica il tempo si assegna all’asse delle X sui grafici. Direzione di lettura e tempo sono infatti collegati.

Se bisogna approfondire si tirerà una carta e la si collocherà sotto quella il cui significato va esaminato meglio. Insomma…prima di tutto semplicità.

Prima del gran finale vi rimando a questo articolo dove espongo alcune regole di interpretazione che ho tratto dai libri citati, in particolare quelli di Carlo Bozzelli.

Riassumiamo alcuni errori da evitare

Se vogliamo avere un buon risultato in termini predittivi dobbiamo tenere conto delle seguenti situazioni.
I tarocchi, più dell’astrologia, seguono un percorso interpretativo di tipi induttivo cioè dal particolare al generale. Detto altrimenti è vero che le carte hanno ciascuna un significato o più di uno ma sempre tra loro simili. Quindi un 2 di coppe non è un 5 di denara che a sua volta non è La Papessa ecc…ma il significato di una tiraggio, fatto di più carte, deve essere rintracciato solo e soltanto nel contesto di una specifica domanda.

Per avere una funzione il più possibile predittiva (se vogliamo quello) occorre fare domande concrete che riguardano noi, le nostre azioni (che vogliamo compiere o stiamo compiendo), le nostre intenzioni, il periodo che stiamo attraversando. Oppure se vogliamo fare domande per chiedere consigli lo dobbiamo fare sempre riferite a noi.

Dico questo perché in base alla mia esperienza e al mio giudizio, cominciano ad essere poco significative e utili i tiraggi che riguardano invece i sentimenti o i pensieri di qualcun altro. Es. Mi ama? Cosa prova per me? Ecc…Si possono usare i tarocchi anche per questo certo ma il consultante deve altresì rendersi conto (e mettere in conto) che la risposta tende ad essere poco predittiva e più descrittiva.

Evitiamo i processi alle intenzioni nella mente di qualcun altro e concentriamoci sui fatti e tra questi meglio quelli che riguardano noi.

Diversamente si corre il rischio di influenzare la sincronicità con il risultato che le carte più che predire qualcosa “ci riflettono” (funzione descrittiva).

Ribadisco quanto già detto sopra: è bene farsi fare le carte da qualcun altro ma se si fanno i tarocchi da soli occorre:
– Farli in uno stato di calma
– Non fare più di due domande consecutive
– Sgombrare la mente da aspettative (positive o negative) sulla risposta
– Non ripetere la domanda a stretto giro
In caso contrario si corre il rischio di influenzare la sincronicità con il risultato che e le carte “ci riflettono” (funzione descrittiva).

Chiedere a qualcun altro significa evitare coinvolgimenti emotivi che potrebbero influire sul risultato.

Ripeto…ancora, perché è fondamentale, ogni tiraggio è sempre predittivo, descrittivo e prescrittivo allo stesso tempo ma è chiaro che tra diverse pluralità dobbiamo fare chiarezza in noi stessi su quali siano le nostre priorità conoscitive.

Esempi di lettura

Di seguito alcuni esempi di lettura solo da un punto di vista divinatorio.

Durante il consulto vanno fatte domande al consultante perché ogni carta dei tarocchi ha più significati simbolici (polisemia) simili ma diversi, mai arbitrari e che, per essere usati, devono essere calati nella realtà della vita di ci consulta e che ovviamente noi non possiamo conoscere. Negli esempi di seguito quindi illustro solo le conclusioni della lettura stessa.

Soci in affari
Ho litigato con il mio socio, ci riappacificheremo? Si. La torre è il litigio, adesso siete entrambi li a leccarvi le ferite e a rimuginare, finirete nel Sole, di nuovo insieme ma con un nuovo patto, con nuove regole.

Carriera
Il mio nuovo impiego mi porterà progressioni di carriera? No. Hai scelto questo lavoro perché volevi creare qualcosa di nuovo e conquistarti una posizione ambita (il carro), hai apportato in questo lavoro molte energie e idee nuove (5 di spade), all’improvviso però sta accadendo qualcosa di forte e ostativo, forse anche un licenziamento (la torre) e rimarrai in ristrettezze o resterai bloccato (2 di denara).

Dubbi d’amore
Una donna chiede, il mio compagno mi ama? Quest’uomo allarga i tuoi orizzonti romantici e\o esistenziali (10 denara)  oppure è ricco? . Sei ad una svolta sia psicologica che esistenziale (9 bastoni), vuoi un impegno definitivo da parte sua? (cavaliere di bastoni), lo otterrai, otterrai la protezione di quest’uomo (Re di coppe) perciò ti ama.

Superare esami
Supererò l’esame? Sei ricorso ad un aiuto per questo esame? (il sole), in ogni caso rappresenta per te un punto di svolta, non hai le idee chiare e sei incerto sull’esito (ruota della fortuna). Probabilmente non lo supererai o lo supererai con difficoltà e con un punteggio basso, avresti bisogno di studiare di più o meglio (la papessa).

Trasferirsi per lavoro
Mi trasferiscono per lavoro, mi adatterò nella nuova città? Appeso, imperatore, matto, stella. Sei molto legato alla tua città e al posto in cui sei, qui hai le tue certezze, qui i hai i tuoi affetti e stabilità (Appeso, imperatore), dovrai andare (matto). Si troverai nella nuova città un nuovo posto per un nuovo inizio (stella).

Divorzio
Mia moglie vuole la separazione, riuscirò a farle cambiare idea? No. Tua moglie (imperatrice) non sopporta la vita familiare con te (appeso) e vuole recidere i legami (matto) e sarà la decisione giusta per lei (carro).

Benessere sessuale
Perché non riesco ad avere una buona intesa sessuale col partner? Su di te incombe una fase di isolamento (Eremita), vorresti forse che le cose fossero diverse, hai slancio  ma il tuo desiderio il tuo modo di agire è confuso, immaturo o forse troppo cerebrale e intempestivo (asso spade), sei legato ad una dimensione sessuale che ti trattiene in modo sbagliato e non ti fa esprimere come dovresti. (Il Diavolo).

Competizione sportiva
Vinceremo la partita? Giocate contro una squadra più forte e non sapete bene quale strategia adottare? (Paggio di spade), comincerete cmq con grande energia e voglio di vincere più che contare sulla tecnica, conterete sul sentimento e la motivazione (3 coppe), ce la metterete tutta persino sorprendo voi stessi (XI La Forza) e il risultato sarà soddisfacente in ogni caso per voi, avrete dato cmq il meglio (Re di Denara). Ma…ma lo sguardo del Re di denara guarda ancora a sinistra, al futuro…perciò meglio tirare un’altra carta. Si darete il meglio ed esistono concrete possibilità di vittoria, in quanto risultato di un buon lavoro (4 di bastoni).

Innamorarsi
Ho da poco cominciato una relazione sono molto attratta, mi sto innamorando e mi trovo bene. Sarà una relazione duratura? Il due di coppe segnala una forte complementarità iniziale(2 coppe), uno dei due rivivrà in questa relazione esperienze, sensazioni od emozioni precedenti ma sarà chiamato nello stesso tempo ad andare oltre (XX Il Giudizio), ci riuscirà? Penso di si (4 Denara), potrebbe nascere una relazione duratura di piena condivisione anche materiale (convivenza, matrimonio).

Trovare lavoro
Un tizio mi chiede…troverò lavoro? Ma se voi avete letto questo articolo e quelli linkati qui e avete studiato un pò con i consigli che vi ho dato beh…allora siete bravini ormai e potete rispondergli.

 

CONTATTAMI PER CONSULTI
(339-72 02 236)

 

Andrea Mecchia

Destino o libero arbitrio? Chi conta di più? – Seconda parte

Destino o libero arbitrio? Nella prima parte abbiamo visto sostanzialmente come, in base alle attuali conoscenze scientifiche, si può dedurre come ipotesi probabile, che il destino esista insieme al libero arbitrio.

Destino e libero arbitrio, fratelli coltelli o protagonisti indispensabili nel paesaggio della nostra vita?

 

Il destino è scritto o ce lo creiamo noi? Pensi di avere davvero una scelta? In un sito che si chiama “predire il futuro” bisogna per forza affrontare argomenti come questo e altri correlati come la validità scientifica dell’astrologia o la sincronicità per dare ai lettori elementi approfonditi di riflessione e scelta.

<<Il destino non è qualcosa proiettato nel futuro, ma un insieme di eventi che sono già accaduti>>
(Krishna – Bhagavad Gītā)

 

In questo post farò riferimento al libro “Perché mi capita?” dello psicanalista Francesco Albanese.

I nostri pensieri modificano quello che l’autore definisce “il campo quantico”. Il destino è una serie di avvenimenti già accaduti, considerato che, per la fisica quantistica, il tempo non esiste. A quanto sembra le intuizioni antiche fanno scopa con le scoperte moderne. Tuttavia esistono infiniti destini attraverso i quali noi ci muoviamo o potenzialmente possiamo muoverci.

Destino o libero arbitrio sono quindi scelte che facciamo tra infinte possibilità che emergono in un “campo quantico” probabilistico. Gli eventi prima di materializzarsi esisterebbero solo in forma probabilistica racchiusi in infinite possibilità.

Un concetto simile lo avevo già studiato nel libro: “Sincronicità. Capire e utilizzare le coincidenze significative”

Ma come scegliamo noi quale strada seguire? Basta la nostra volontà e ferma determinazione? Il “pensiero positivo” è dunque la panacea di ogni male e il viatico per il successo? Possiamo con la volontà e la passione scegliere tra destino o libero arbitrio?

No. La scelta è spesso fatta in modo inconscio, legato ad emozioni e sentimenti che rendono l’intenzione molto forte e il più delle volte lontane dalla reale “coscienza” della persona che quindi non ha spesso il controllo di questo processo decisionale. L’autore parla di una “Pre-mente”

Il destino quindi esiste e spesso si ripete. Solo lavorando sulla consapevolezza e coltivandola col sentimento, solo legando all’intenzione un’emozione che autenticamente ci caratterizza si riesce a raggiungere un vero comportamento libero da condizionamenti, scevro da predestinazione e foriero di avvenimenti favorevoli.

L’autore passa dalla fisica alla metafisica e introduce il concetto di Karma e poi verso la fine della trattazione fa una sua personale dissertazione sul dopo-morte (la definisce “intervita”) che non mi sento di condividere ma nulla toglie alla validità dell’analisi fatta nel resto dell’opera, anche se la sintesi, personalmente, la considero un’estrapolazione del tutto personale, ancorché legittima.

Spesso noi pensiamo di fare o volere quello che così ardentemente desideriamo, eppure anche in questi casi, anzi forse soprattutto in questi, quando vediamo che nonostante gli sforzi e la nostra passione, le cose non si realizzano secondo i nostri desideri, ecco, proprio li allora ci può essere la trappola dell’ego che ci fa credere una cosa piuttosto che un’altra, che ci fa coltivare ambizioni sbagliate per lungo tempo.

Come si collegano queste riflessioni all’uso delle mantiche? Adesso passo dalla fisica e dalla metafisica dell’autore all’astrologia della mia esperienza. Io ho una formazione iniziale di astrologo moderno umanista, non sono un determinista quindi, ho sempre pensato che il destino conti per il 50% e il resto dipenda dal libero arbitrio.

Però poi studiando anche l’astrologia oraria classica, posso dire oggi che il destino è 70-90% e il resto libero arbitrio e penso che questa ripartizione sia da mettere in relazione a quanto descritto dall’autore perché ci vuole molta coscienza di sé e maturazione per non ripetere (inconsapevolmente e quindi in modo deterministico) le nostre esperienze anche se in forme apparentemente diverse. Le scelte sono sono inconsce e legate alle emozioni.

Questo ripetere, ci fa scegliere dal “campo quantico” descritto dall’autore, sempre le stesse opzioni, anche se possono essere di volta in volta travestite da alternative diverse e percepite da noi come inedite.

Chi mi consulta la può pensare all’opposto perché il bello dell’astrologia e dei tarocchi è che le opinioni personali non influenzano le tecniche e il risultato finale. Del resto se Einstein con la sua teoria della relatività può essere considerato un determinista, mentre i fisici quantistici moderni possono essere considerati al contrario, chi sono io per essere in grado di dirimere la questione definitivamente? Nella vita c’è sempre da imparare.

Per come la vedo astrologia (e tarocchi) sono strumenti per vivere in modo concreto la riflessione filosofica di Seneca: <<Non possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele>>. Ma come sappiamo quando stiamo fermando il vento piuttosto che orientare le vele? Spesso non lo sappiamo, possiamo scoprirlo solo con esperienza e attenzione.

Destino o libero arbitrio sono due danzatori del tempo e il libero arbitrio serve per imparare. Per esempio, se il partner che amiamo non ci corrisponde nonostante tutti i nostri sforzi è inutile insistere, se i figli non vengono è inutile insistere, se le attività commerciali che intraprendiamo falliscono una dopo l’altra volgiamo continuare? Possiamo chiederci forse se stiamo percorrendo strade che non fanno per noi? Anche se ci teniamo apparentemente moltissimo?

L’astrologia serve innanzitutto a questo, a capire; in un tema natale ci sono tutte le risorse di cui abbiamo bisogno e non quelle che abbiamo sempre pensato essere al servizio dei nostri desideri.

Astrologia e i tarocchi funzionano perché sono un linguaggio, la loro interpretazione è un’azione ermeneutica. La loro semantica è la via del destino.

In situazioni difficili, non dobbiamo scrutare i transiti astrologici o altre tecniche per capire solo “quando passerà” (anche se è importante e legittimo saperlo) ma comprendere che le difficoltà hanno nome e cognome racchiuso nei simboli astrologici che le rappresentano. Conoscere questi simboli è fondamentale per viverli e depotenziare così la loro carica emotiva quando ci raccontano cose negative.

Aggiungo che se uno ha il suo destino non può cambiarlo solo con i desideri e la caparbietà dell’ego, ma nello stesso tempo, se non riesce a cambiarlo in altro modo, sicuramente non gli deve andare incontro con la paura.

Destino o libero arbitrio sono due facce della stessa medaglia, noi siamo chiamati a scoprirle entrambe e spesso con nostra grande sorpresa.

Posso concludere dicendo che ad oggi tra destino o libero arbitrio sono persuaso di quello che affermano alcuni, come conclusione della teoria quantistica e cioè che il libero arbitrio sia una scelta tra numerose strade già scritte. Il modo di imboccarle può essere svelato dall’uso dell’astrologia e dei tarocchi, pur con i loro limiti come tutti gli strumenti e le scoperte umane.

A compendio di questa nostra breve dissertazione, riporto a vantaggio dei più curiosi, una serie di filmati che trattano appunto l’argomento, alcuni dei quali sono proprio una presentazione del libro di Francesco Albanese.

In questo blog offro solo contenuti di qualità, mostro solo delle possibilità che persone curiose vogliono seguire.

Cominciamo con la teoria della relatività di Einstein. Guardando questo filmato capirete subito perché fu considerato un determinista puro.

Continuiamo con il grande Cesare Marchi, fisico e ricercatore spirituale.

Ed infine la conferenza di presentazione del libro di Francesco Albanese in 4 parti.

<< PRIMA PARTE

E-book in regalo
Una guida per chi si rivolge all’astrologo o al cartomante

Andrea Mecchia

Destino o libero arbitrio? Chi conta di più? – Prima parte

Destino o libero arbitrio? Scritto o da scrivere? In tutto o in parte? E se in parte, quanta di questa parte?

E’ chiaro che essendo astrologo e tarologo me lo sono chiesto (e me lo chiedo) come hanno fatto prima di me filosofi, religiosi e scienziati nel corso dei secoli, fino ai giorni nostri. I ciarlatani invece non si chiedono nulla ma spillano soldi ai creduloni, che a loro volta non si chiedono niente, e cercano solo rimedi impossibili ai problemi e alla disperazione.

Io scrivo articoli soprattutto a beneficio dei consultanti, stando alla larga dalla stupidità scientista così come dal fideismo acefalo. Questa è la linea editoriale di questo blog che comincia proprio dall’e-book gratis.

Destino e libero arbitrio, la risposta? Ipotesi interessantissime, intriganti, destabilizzanti, incredibili.

La questione investe ovviamente l’astrologia e i tarocchi in quanto strumenti di lettura del futuro ma questi strumenti devono pur essere contestualizzati in una cornice più ampia. Se funzionano o meno (e fino a che punto) bisognerà pure farsi un’idea senza credere come beoti, senza storcere il naso come dotti ignoranti e finti sapienti.

Ho già trattato il rapporto tra destino e libero arbitrio in vari miei post tra i quali

Validità scientifica dell’Astrologia
La Sincronicità

e altri…

In questa prima parte perciò vi propongo articoli che ho selezionato per voi, di tipo divulgativo. Li ho poi ricopiati nel file in pdf che potete scaricare nel caso i link cambiassero. Sono molto interessanti e ne consiglio la lettura in attesa della mia seconda e ultima parte.

Il Destino esiste o non esiste? Ecco a voi la risposta completa
Destino e libero arbitrio

Scarica gli articoli in PDF
Destino o libero arbitrio acluni articoli – Scarica

E-book in regalo
Una guida per chi si rivolge all’astrologo o al cartomante

Andrea Mecchia